max nall
4th January 2008, 22:25
I tipi di pioggia
Ecco perché piove
La pioggia nasce dalla fusione di nuclei microscopici di vapore acqueo, che si urtano caoticamente all'interno della nube, inglobandosi ed ingrossandosi. Quando la goccia di pioggia raggiunge una grandezza tale da non essere più sostenibile dalle correnti cade al suolo
La pioggia è generata dalle perturbazioni atmosferiche, che sono in grado di condensare il vapore acqueo in nubi e, successivamente, in pioggia. La pioggia nasce dalla fusione di nuclei microscopici di vapore acqueo, che si urtano caoticamente all'interno della nube, inglobandosi ed ingrossandosi. Quando la goccia di pioggia raggiunge una grandezza tale da non essere più sostenibile dalle correnti cade al suolo. La grandezza e quantità delle gocce d'acqua che cadono al suolo durante una precipitazione dipende largamente dal tipo di perturbazione che l'ha generata. Esistono principalmente tre tipi di perturbazione atmosferica nella fascia temperata: il fronte caldo, il fronte freddo e il fronte occluso.
Il fronte caldo è rappresentato da una massa d'aria relativamente più calda rispetto a quella posta anteriormente alla direzione di avanzamento. Tale peculiarità fa sì che l'aria calda in movimento scorra in diagonale sopra l'aria fredda ferma. L'inclinazione di tale diagonale è molto blanda, e la velocità verticale che assume la componente in movimento è di pochi cm al secondo. L'intero sistema frontale riesce però a erodere pian piano la massa d'aria fredda e genera lo spostamento del fronte. Esso muove mediamente intorno ai 20 km/h. Le precipitazioni che si associano a questo tipo di fronte sono estese e persistenti, e durante la stagione autunnale i fronti caldi, alimentati da aria molto umida proveniente dal mare risultano molto attivi, con pioggia fine e molto fitta.
Il fronte freddo è rappresentato da una massa d'aria relativamente più fredda rispetto a quella posta anteriormente alla direzione di avanzamento. Il fronte freddo si muove velocemente, intorno ai 40 km/h e anche oltre, e genera un sollevamento della massa d'aria calda antistante, che se è umida a sufficienza genera precipitazioni sottoforma di rovescio o temporale. Le precipitazioni possono essere molto forti, ma sparse a “macchia di leopardo”, e localmente possono dar luogo a locali fenomeni alluvionali, specie quando i contrasti sono molto accentuati. Generalmente ciò avviene solo in prossimità del fronte, per cui la pioggia cade d'improvviso, accompagnata da tuoni, fulmini e raffiche di vento, seguita da un repentino miglioramento delle condizioni meteorologiche.
Generalmente, i fronti caldi e freddi si susseguono alle nostre latitudini. Quando un fronte freddo (più veloce) raggiunge un fronte caldo (più lento) i due si fondono in un unico fronte, denominato fronte occluso. L'innalzamento di una massa d'aria calda e umida da parte dell'aria fredda determina precipitazioni di entrambi i tipi. Il fronte caldo infatti continua a “lavorare” in alta quota determinando copertura nuvolosa diffusa e precipitazioni persistenti, caratterizzate da pioggia fitta e fine. L'aria fredda garantisce improvvise accentuazioni della pioggia, con rovesci affogati nella massa nuvolosa. Generalmente un fronte occluso si sposta molto lentamente, e può anche stazionare su una determinata zona per molti giorni, se le condizioni orografiche lo consentono, apportando abbondanti piogge. I fronti occlusi sono caratteristici delle stagioni intermedie.
Un altro tipo di genesi estremamente importante nel nostro paese è lo Stau. Generalmente accade che quando un intenso fronte caldo incontra una catena montuosa posta di fronte al suo avanzamento, l'invito orografico a salire è accentuato dalla catena stessa, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di precipitazioni. L'aria calda e umida è costretta a salire con una velocità verticale maggiore di quella che avrebbe in assenza della catena montuosa, e ciò porta alla condensazione più rapida del vapore acqueo per abbassamento della temperatura. Quasi tutti i fenomeni alluvionali avutisi negli ultimi anni nel nostro paese sono associabili a situazioni di Stau, con un fronte caldo o occluso addossato alla catena alpina. Più rare ma più intense dal punto di vista della pioggia sono le situazioni di Stau su Toscana e Liguria e sulle regioni meridionali. Questo perché, in occasione di avvenzioni di aria molto umida dal mare, al primo sbarramento orografico che incontra la massa d'aria si condensa violentemente dando luogo a piogge torrenziali, a carattere di rovescio intermittente molto intenso, ma localizzate sempre nella stessa area geografica.
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Ecco perché piove
La pioggia nasce dalla fusione di nuclei microscopici di vapore acqueo, che si urtano caoticamente all'interno della nube, inglobandosi ed ingrossandosi. Quando la goccia di pioggia raggiunge una grandezza tale da non essere più sostenibile dalle correnti cade al suolo
La pioggia è generata dalle perturbazioni atmosferiche, che sono in grado di condensare il vapore acqueo in nubi e, successivamente, in pioggia. La pioggia nasce dalla fusione di nuclei microscopici di vapore acqueo, che si urtano caoticamente all'interno della nube, inglobandosi ed ingrossandosi. Quando la goccia di pioggia raggiunge una grandezza tale da non essere più sostenibile dalle correnti cade al suolo. La grandezza e quantità delle gocce d'acqua che cadono al suolo durante una precipitazione dipende largamente dal tipo di perturbazione che l'ha generata. Esistono principalmente tre tipi di perturbazione atmosferica nella fascia temperata: il fronte caldo, il fronte freddo e il fronte occluso.
Il fronte caldo è rappresentato da una massa d'aria relativamente più calda rispetto a quella posta anteriormente alla direzione di avanzamento. Tale peculiarità fa sì che l'aria calda in movimento scorra in diagonale sopra l'aria fredda ferma. L'inclinazione di tale diagonale è molto blanda, e la velocità verticale che assume la componente in movimento è di pochi cm al secondo. L'intero sistema frontale riesce però a erodere pian piano la massa d'aria fredda e genera lo spostamento del fronte. Esso muove mediamente intorno ai 20 km/h. Le precipitazioni che si associano a questo tipo di fronte sono estese e persistenti, e durante la stagione autunnale i fronti caldi, alimentati da aria molto umida proveniente dal mare risultano molto attivi, con pioggia fine e molto fitta.
Il fronte freddo è rappresentato da una massa d'aria relativamente più fredda rispetto a quella posta anteriormente alla direzione di avanzamento. Il fronte freddo si muove velocemente, intorno ai 40 km/h e anche oltre, e genera un sollevamento della massa d'aria calda antistante, che se è umida a sufficienza genera precipitazioni sottoforma di rovescio o temporale. Le precipitazioni possono essere molto forti, ma sparse a “macchia di leopardo”, e localmente possono dar luogo a locali fenomeni alluvionali, specie quando i contrasti sono molto accentuati. Generalmente ciò avviene solo in prossimità del fronte, per cui la pioggia cade d'improvviso, accompagnata da tuoni, fulmini e raffiche di vento, seguita da un repentino miglioramento delle condizioni meteorologiche.
Generalmente, i fronti caldi e freddi si susseguono alle nostre latitudini. Quando un fronte freddo (più veloce) raggiunge un fronte caldo (più lento) i due si fondono in un unico fronte, denominato fronte occluso. L'innalzamento di una massa d'aria calda e umida da parte dell'aria fredda determina precipitazioni di entrambi i tipi. Il fronte caldo infatti continua a “lavorare” in alta quota determinando copertura nuvolosa diffusa e precipitazioni persistenti, caratterizzate da pioggia fitta e fine. L'aria fredda garantisce improvvise accentuazioni della pioggia, con rovesci affogati nella massa nuvolosa. Generalmente un fronte occluso si sposta molto lentamente, e può anche stazionare su una determinata zona per molti giorni, se le condizioni orografiche lo consentono, apportando abbondanti piogge. I fronti occlusi sono caratteristici delle stagioni intermedie.
Un altro tipo di genesi estremamente importante nel nostro paese è lo Stau. Generalmente accade che quando un intenso fronte caldo incontra una catena montuosa posta di fronte al suo avanzamento, l'invito orografico a salire è accentuato dalla catena stessa, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di precipitazioni. L'aria calda e umida è costretta a salire con una velocità verticale maggiore di quella che avrebbe in assenza della catena montuosa, e ciò porta alla condensazione più rapida del vapore acqueo per abbassamento della temperatura. Quasi tutti i fenomeni alluvionali avutisi negli ultimi anni nel nostro paese sono associabili a situazioni di Stau, con un fronte caldo o occluso addossato alla catena alpina. Più rare ma più intense dal punto di vista della pioggia sono le situazioni di Stau su Toscana e Liguria e sulle regioni meridionali. Questo perché, in occasione di avvenzioni di aria molto umida dal mare, al primo sbarramento orografico che incontra la massa d'aria si condensa violentemente dando luogo a piogge torrenziali, a carattere di rovescio intermittente molto intenso, ma localizzate sempre nella stessa area geografica.
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