NIX FORTIS
1st February 2008, 13:33
Mi è rivenuto in mente un documentario che vidi diversi anni fa alla trasmissione domenicale "mattina in famiglia" che parlava della grande nevicata romana del 1962 mostrandone le immagini in bianco e nero: bambini che facevano a palle di neve, cinquecento vecchio tipo coperte da montagne bianche.............etc, così ho ripreso in mano l'archivio dell'inverno 1961/1962 e ho cercato di contestualizzarlo.
Quell'anno fino appunto al 30 gennaio l'inverno mostrò un volto mite e poco consono ad una stagione che avrebbe dovuto fare il suo naturale corso, dopo una vera e propria "sfuriata" gelida dicembrina, cui fece seguito un ripristino delle condizioni meteo fino a condizioni climatiche stabili e troppo miti per la stagione che, proseguirono anche per tutto gennaio. Tutto questo non avrebbe fatto sospettare nessuno di un risveglio così improvviso e insieme crudo dell'inverno. E invece.......................
Ma partiamo con ordine.
Il dicembre 1961 partì con una debole irruzione di aria artica il 7 dicembre, e seguì con un ristabilirsi delle condizioni meteo tanto che, intorno al 10, si assisteva ad un forte richiamo sub tropicale. Al tempo stesso però si istauravano due configurazioni avverse: una forte colata artico-continentale sulla scandinavia e, in rapida conquista della russia da un lato; un possente anticiclone sub tropicale spintosi fino alle isole maggiori che portò valori di 15 ad 850 hpa sulla Sardegna il giorno 12 e di 10 su di noi e che, stava lottando duramente con il suo avversario( il gelo).
Tuttavia la colata gelida era scesa a latitudini troppo basse per tornare indietro, ed era diventata "freddissima" in scandinavia; ormai minacciava seriamente il mediterraneo: in realtà puntava lItalia, qualche giorno dopo infatti, il paese del sole sarebbe stato invaso da una pesante ondata di gelo.
L'anticiclone afriano retrocesse definitivamente verso il 14 e il 15 e il gelo prese a viaggiare velocemente verso di noi.
Tra il 16 e il 17 l'ondata di freddo continentale era all'apice della sua potenza e favoriva bufere di neve sulle regioni adriatiche e freddo accentuatissimo: i valori a 850 hpa erano di -12 sulle adriatiche centrali e-10 in puglia.
Intorno al 18 il gelo si spostò anche al nord con freddi e nevosi effetti anche lì: insomma una grande e imponente prima ondata di freddo.
Il gelo ristagnò in Italia fino al 20, poi verso il 25 il tentativo di una forte colata gelida fu vanificato dall'insorgenza di un promontorio d'alta pressione.
Dicembre terminò dunque mite con una forte egemonia dell'anticiclone oceanico, che verso i primi di gennaio si rafforzò prepotentemente.
Il gelo sembrava un antico ricordo e tutto gennaio fu caratterizzato dal mite respiro anticiclonico-oceanico con contributo sub-tropicale. Solo verso il 25 un blocco d'aria gelida si adagiò alla scandinavia e, l'erezione dell'anticiclone delle azzorre sulla groenlandia provocò una intensa ondata di gelo sull'Europa tra il giorno 29 e il giorno 31: il 30 le adriatiche furono investite in pieno dalla massa d'aria continentale con valori di -12 a 85o hpa e, sicuramente da bufere di neve che credo in quell'occasione andarono a colpire anche Roma.
Quell'anno fino appunto al 30 gennaio l'inverno mostrò un volto mite e poco consono ad una stagione che avrebbe dovuto fare il suo naturale corso, dopo una vera e propria "sfuriata" gelida dicembrina, cui fece seguito un ripristino delle condizioni meteo fino a condizioni climatiche stabili e troppo miti per la stagione che, proseguirono anche per tutto gennaio. Tutto questo non avrebbe fatto sospettare nessuno di un risveglio così improvviso e insieme crudo dell'inverno. E invece.......................
Ma partiamo con ordine.
Il dicembre 1961 partì con una debole irruzione di aria artica il 7 dicembre, e seguì con un ristabilirsi delle condizioni meteo tanto che, intorno al 10, si assisteva ad un forte richiamo sub tropicale. Al tempo stesso però si istauravano due configurazioni avverse: una forte colata artico-continentale sulla scandinavia e, in rapida conquista della russia da un lato; un possente anticiclone sub tropicale spintosi fino alle isole maggiori che portò valori di 15 ad 850 hpa sulla Sardegna il giorno 12 e di 10 su di noi e che, stava lottando duramente con il suo avversario( il gelo).
Tuttavia la colata gelida era scesa a latitudini troppo basse per tornare indietro, ed era diventata "freddissima" in scandinavia; ormai minacciava seriamente il mediterraneo: in realtà puntava lItalia, qualche giorno dopo infatti, il paese del sole sarebbe stato invaso da una pesante ondata di gelo.
L'anticiclone afriano retrocesse definitivamente verso il 14 e il 15 e il gelo prese a viaggiare velocemente verso di noi.
Tra il 16 e il 17 l'ondata di freddo continentale era all'apice della sua potenza e favoriva bufere di neve sulle regioni adriatiche e freddo accentuatissimo: i valori a 850 hpa erano di -12 sulle adriatiche centrali e-10 in puglia.
Intorno al 18 il gelo si spostò anche al nord con freddi e nevosi effetti anche lì: insomma una grande e imponente prima ondata di freddo.
Il gelo ristagnò in Italia fino al 20, poi verso il 25 il tentativo di una forte colata gelida fu vanificato dall'insorgenza di un promontorio d'alta pressione.
Dicembre terminò dunque mite con una forte egemonia dell'anticiclone oceanico, che verso i primi di gennaio si rafforzò prepotentemente.
Il gelo sembrava un antico ricordo e tutto gennaio fu caratterizzato dal mite respiro anticiclonico-oceanico con contributo sub-tropicale. Solo verso il 25 un blocco d'aria gelida si adagiò alla scandinavia e, l'erezione dell'anticiclone delle azzorre sulla groenlandia provocò una intensa ondata di gelo sull'Europa tra il giorno 29 e il giorno 31: il 30 le adriatiche furono investite in pieno dalla massa d'aria continentale con valori di -12 a 85o hpa e, sicuramente da bufere di neve che credo in quell'occasione andarono a colpire anche Roma.