max nall
14th July 2005, 01:32
Immaginate una cicala che canticchia la colonna sonora di una fresca giornata d'estate. E poi immaginatela all'opera con il caldo torrido dei giorni scorsi. La differenza, in termini di fatica, la si intuisce anche da umani. Così appare abbastanza comprensibile il fatto che a un certo punto molte cicale, quest'anno, abbiano gettato la spugna. Mute. Perché cantare, si sa, stanca.
SENZA MUSICA - Il caratteristico frinire di questi insetti, tradizionale sottofondo di molte giornate estive, ha infatti subito
una notevole diminuzione che gli scienziati attribuiscono proprio al clima torrido. A rilevarlo sono gli esperti dell'Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Firenze, secondo cui anche le cicale risentono, come altri animali, dei cambiamenti climatici in atto nel Pianeta. «È chiaro - precisa Giampiero Maracchi, direttore dell' Ibimet-Cnr - che non si tratta di una prova scientifica: il clima si studia soprattutto attraverso i satelliti e i calcoli matematici, ma non bisogna neppure trascurare le indicazioni che ci vengono dalla natura».
IL RISCONTRO - Una cosa è certa: si è registrato, in questa prima parte d'estate, una netta diminuzione del canto che i maschi delle cicale utilizzano come richiamo amoroso. Questa riduzione, secondo Maracchi, potrebbe essere sì dovuta al troppo caldo ma «potrebbe trovare un'ulteriore spiegazione nel fatto che il loro ciclo è cominciato molto presto, addirittura a fine maggio, e quindi ci troveremmo di fronte alla conclusione fisiologica delle loro tre attività tipiche: cantare, amare e morire. Inoltre - conclude - proprio in questi giorni stiamo assistendo a variazioni climatiche di rilievo, con l' arrivo di piogge intense anche al Centro della nostra penisola, che insetti e animali avvertono tradizionalmente con largo anticipo
SENZA MUSICA - Il caratteristico frinire di questi insetti, tradizionale sottofondo di molte giornate estive, ha infatti subito
una notevole diminuzione che gli scienziati attribuiscono proprio al clima torrido. A rilevarlo sono gli esperti dell'Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Firenze, secondo cui anche le cicale risentono, come altri animali, dei cambiamenti climatici in atto nel Pianeta. «È chiaro - precisa Giampiero Maracchi, direttore dell' Ibimet-Cnr - che non si tratta di una prova scientifica: il clima si studia soprattutto attraverso i satelliti e i calcoli matematici, ma non bisogna neppure trascurare le indicazioni che ci vengono dalla natura».
IL RISCONTRO - Una cosa è certa: si è registrato, in questa prima parte d'estate, una netta diminuzione del canto che i maschi delle cicale utilizzano come richiamo amoroso. Questa riduzione, secondo Maracchi, potrebbe essere sì dovuta al troppo caldo ma «potrebbe trovare un'ulteriore spiegazione nel fatto che il loro ciclo è cominciato molto presto, addirittura a fine maggio, e quindi ci troveremmo di fronte alla conclusione fisiologica delle loro tre attività tipiche: cantare, amare e morire. Inoltre - conclude - proprio in questi giorni stiamo assistendo a variazioni climatiche di rilievo, con l' arrivo di piogge intense anche al Centro della nostra penisola, che insetti e animali avvertono tradizionalmente con largo anticipo