Visualizza Versione Completa : Sicilia alluvione 1 ottobre 2009
Daniele
3rd October 2009, 00:07
Disastroso :bah
ecco alcuni video
Z86UYjNcQLo
xtpLgKT8cZs
Daniele
3rd October 2009, 00:09
foto su Meteonetwork :bah
http://forum.meteonetwork.it/2637976-post55.html
Antonio_da_Giulianova
3rd October 2009, 00:16
E' un pò presto per le polemiche, ma con tutto il rispetto per i morti...è allucinante vedere dove si è costruito dalle immagini in Tv e, in Calabria ho visto situazioni analoghe con paesini sui greti delle "fiumare"...:bah
MeteoPescara
3rd October 2009, 01:41
hanno costruito in modo tale che la collina franasse...
ovvio che con 300 mm il tutto fosse così semplice
:nono
Nebbioso
3rd October 2009, 09:03
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/palazzo-scaletta/2.html
Se costruiscono i palazzi sulla foce di un torrente, e l'unico sbocco è quel buchetto minuscolo..... bastavano 50mm per provocare la tragedia.
Nebbioso
3rd October 2009, 09:36
da corriere.it
Classica schifosa mentalità italiota
C'è da ridere. O forse da piangere. Solo tre giorni fa il comune di Messina ha reso noto alcune sue priorità. Per esempio, poltiche sociali e della famiglia: 588mila euro per una crociera (8 giorni 7 notti) nel Mediterraneo per seicento persone tra disabili, anziani e minori. Tutto si può fare. Anche in una città, per restare al tema, dove ci sono due asili nido a fronte dei diciotto programmati, dove la povertà e il disagio sono segni collettivi della disperazione, la gerarchia dei bisogni è capovolta. La crociera, innanzitutto. Poi il resto.
A Messina non mancano però i piani. Non c'è tema di vita civile che non sia stato approfondito da un piano d'intervento. E infatti Messina sa da tempo che si allaga appena piove. E da tempo patisce e studia. Undici principali torrenti la dividono e la intersecano, e a turno i torrenti uccidono le persone.
Breve cronistoria delle ultime alluvioni. Solo per restare agli anni recenti e non allungare troppo la lista.
1998, fine settembre-inizi ottobre: esonda il torrente Annunziata, zona nord. Cinque morti. L'intera famiglia Carità inghiottita dalla melma. Il corpo di un giovane cingalese, tirato dentro l'acqua dalla furia della natura, ritrovato giorni dopo a Taormina.
In quell'anno il comune di Messina, città ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico, non aveva nel suo autoparco nemmeno una vettura adibita a primo soccorso di Protezione civile. Per dire.
Nel 2001 - altro inutile alluvione - le telecamere di Vip tv, televisione corsara della città, andarono a registrare il luogo in cui alcune famiglie romene si erano sistemate. Avevano edificato nel greto del torrente Zafferia. Lì erano, lì sono rimaste. Passa qualche mese e a Giampilieri, il luogo della morte di ieri, un forte temporale provoca smottamento e frane: una donna, alla guida della sua auto, la vittima innocente. Poi il bis nel 2007, sempre a Giampilieri.
Città esposta, rischio conosciuto, studiato, approfondito. Nel 2003 l'allore prefetto Giosuè Marino predispose il piano di primo soccorso e di evacuazione, individuò i punti deboli, le aree a rischio, le zone da salvaguardare. Passò le carte a chi di dovere: comune e provincia. Carte erano e carte sono rimaste. Di chi è la colpa?
Il commento che ne ha appena dato la Cisl è il seguente: "C'è un mix abominevole, incivile e continuato di abusi e speculazioni, cementificazione selvaggia, assenza di controlli e facili autorizzazioni".
A Messina sono state censite 3200 baracche, quasi diecimila sono le persone che vivono nella più assoluta anarchia urbanistica e troppe volte senza i servizi minimi, essenziali. Ultima campagna elettorale, dichiarazione dell'allora candidato oggi sindaco della città: "Le baracche. Anche noi abbiamo le nostre colpe ma adesso dobbiamo andare fino in fondo per risolvere la questione. I fondi previsti per le città terremotate, per esempio, per Messina non sono mai stati utilizzati". Era il 4 giugno del 2008. Qualcosa si è mosso?
L'Istituto nazionale di geofisica e sismologia ha consegnato un poderoso volume nel quale sono trascritti gli indici di vulnerabilità dei principali edifici pubblici della città. Messina è anche purtroppo ad alto rischio sismico. La scossa possibile raderebbe uno a uno quei palazzi. La città ha conosciuto un terribile terremoto agli inizi del secolo scorso: sa cosa significa, ma, anche qui è il caso di dire, non ama pensarci.
Luix
3rd October 2009, 12:07
Scusate se mi intrometto, ma conosco bene quella zona, e nello stesso paese di Giampilieri è nato e vissuto mio padre sino a quando era ragazzo (io stesso sono nato a Messina e ho vissuto in quella provincia i miei primissimi ani di vita), e tutt'ora vivono 2 mie zie e un paio di cugini e figli (che per fortuna si sono salvati)... ho passato li tutti i mesi di agosto della mia infanzia e della prima adolescenza, e, quindi, mi permetto di dire che prima di parlare e sputare sentenze ben precise bisognerebbe conoscere il posto, di cui nessuno di voi aveva la più pallida idea dell'esistenza prima di ieri... salvo i pochi che ricorderanno la puntata di "Striscia la Notizia" del novembre 2007.
Quindi vi posso dire (e non per sentito dire) che se è vero che l'abuso edilizio degli ultimi anni ha fatto una sua parte nella tragedia, non è assolutamente stato l'unico fattore; i problemi c'erano già negli anni 50 e 60 (mia madre si ricorda già in quell'epoca gli allagamenti nella piazza della chiesa che ho qui postato dove adesso c'è stato un morto sotto il fango). Il dissesto idrogeologico della collina sopra il paese è cosa molto vecchia e probabilmente sarebbe crollato a prescindere dai seppur gravissimi abusi (che infatti riguardano altra zona) di questi ultimissimi decenni.
Teniamo anche presente che 30 cm di pioggia (di un'intensità inaudita) in 3 ore in una zona dove - per esperienza - so benissimo che le piogge sono un evento se non raro almeno molto sporadico (e figuriamoci quelle intense), danni l'avrebbe fatti anche in alcune zone abruzzesi... seppur meno gravi.
Ricordiamoci che tutta l'Italia (e non solo il messinese!) è a grave rischio idrogeologico... chissà quante altre zone a grave rischio esistono che noi non conosciamo. Di questo problema posso dire con un minimo di orgoglio di esserne a conoscenza già dalla seconda metà degli anni '70 (!), quando a scuola seguivo con passione le lezioni di Agricoltura di un mio bravissimo professore che aveva molto a cuore il tema "dissesto idrogeologico", già allora considerato da lui in fase critica.
Ovviamente questo mio discorso non toglie nulla alle gravissime colpe che l'amministrazione siciliana si porta (e si porterà) sulla coscienza :sisi
Dalla foto panoramica, fatta dal sottoscritto nell'estate del 2005, si intravede in alto (più verso sinistra) il costone che è franato sulle abitazioni.
Leopoldo
3rd October 2009, 13:30
Luix quello che dici tu è anche giusto e non si può fare un discorso di solo abusivismo edilizio..
Ma guarda la foto che tu stesso hai postato...
Secondo te è normale costruire sotto un pezzo di terra che da un momento all'altro sembra staccarsi e precipitare verso il paese??
È lo stesso problema che hanno molte zone del teramano, lo sai anche tu, dove le colline franano alla prima pioggerella più forte...
Tipo qui, al minuto 1.30... La collina, identica a quella del paesino siciliano, è venuta tutta giù... e parliamo di una pioggia violenta ma distribuita in molte ore
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Se dovesse fare una roba di quella portata la zona ovest di colleparco verrebbe giù come un castello di sabbia... (tant'è che si chiama "terra calata")
Purtroppo ci sono centinaia di posti costruiti dove non si dovrebbe costruire...
Ma ci si costruisce (abusivismo a parte) e finché si è fortunati è tutto ok ma se viene il disastro, purtroppo, dobbiamo prenderci tutte le colpe..
Antonio_da_Giulianova
3rd October 2009, 14:43
Sono passati giusto 2 anni dalla drammatica alluvione di Tortoreto...ma sembra già un secolo! E la collina che venne giù è stata quasi del tutto edificata, basta passare sulla nazionale e guardare verso la collina. Posto questo video per non dimenticare che anche noi non siamo messi proprio benissimo...
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Comunque la storia italiana è tutta disseminata di eventi di questo genere, ne cito alcuni che ricordo a memoria: Valtellina 1987, Sarno 1997, Calabria (un intero camping spazzato via dalla piena di una fiumara, ecc...
In realtà trattandosi di un territorio in gran parte "giovane" geologicamente parlando, oltre all' elevata densità abitativa, è praticamente inevitabile che dopo l'estate alla prima pioggia forte, con i terreni secchi ed incapaci di drenare l' acqua accada l'inevitabile.
Se poi ci mettiamo anche la mancata pianificazione del territorio e l'abusivismo selvaggio unito ad un'ignoranza di base, ecco servito il risultato!:bah
Luix
3rd October 2009, 15:21
(...)Ma guarda la foto che tu stesso hai postato...
Secondo te è normale costruire sotto un pezzo di terra che da un momento all'altro sembra staccarsi e precipitare verso il paese??(...)
Premesso che il pezzo di terra che rischia di cadere da un momento all'altro molto probabilmente era frutto di una situazione in netto peggioramento, dato che....
Il paese è vecchissimo (se vai su http://it.wikipedia.org/wiki/Giampilieri_Superiore scoprirai che iniziò a sorgere già nel XV° secolo), e questo tuo discorso, giusto che possa sembrare però non è pertinente in un discorso generale (e allora, menzionando casi diversi, ma "critici" allo stesso tempo ci possiamo mettere anche tutti i paesi, paesetti e paesoni che sorgono già dall'antichità sotto l'Etna e il Vesuvio, la zona aquilana sotto la faglia di Pettino e così via...); ricordati che che vive in un paese da una vita (e da meno di una vita), farà sempre di tutto per restare li; ti faccio un esempio calzante: poco fa siamo riusciti a metterci in contatto con una mia cugina che, malgrado vive a Giampilieri, risiede in una zona che, seppur vicinissima neppur 1 chilometro dalla zona colpita, ma dall'altro lato del fiume dove non ci sono state frane e che quindi sembrerebbe non essere stata colpita (malgrado sono rimasti ugualmente isolati, senza acqua e nè gas).... insomma, malgrado ciò e malgrado il paese rischia di diventare per sempre un paese quasi completamente vuoto (oltre ad una marea di fango molti edifici non hanno retto!), loro non hanno nessuna intenzione di abbandonarlo. Già dalla prossima settimana, in concomitanza con la graduale pulizia delle strade, hanno intenzione di tornare a lavorare.
Riguardo Teramo e l'abruzzo, stamane ho visto in TV la cartina italiana relative alle zone con rischio idrogeologico: ebbene l'abruzzo, con eccezione di una fascia che va dalla marsica al parco nazionale d'abruzzo, è zona rossa; anche qui siamo tra le peggiori della penisola :bah
Leopoldo
3rd October 2009, 15:45
(e allora, menzionando casi diversi, ma "critici" allo stesso tempo ci possiamo mettere anche tutti i paesi, paesetti e paesoni che sorgono già dall'antichità sotto l'Etna e il Vesuvio, la zona aquilana sotto la faglia di Pettino e così via...); ricordati che che vive in un paese da una vita (e da meno di una vita), farà sempre di tutto per restare li
È proprio questo che io "critico"
Una persona che consapevolmente vive su una faglia o sotto una montagna che sta per franargli addosso ma ciononostante farebbe di tutto per rimanere lì poi non può rompere le palle più di tanto se la sua casa non c'è più dall'oggi al domani...
Quante volte hanno intervistato le persone che abitano in quei paesini sull'etna? "Io da qua non me ne vado, il vulcano non ci fa certo paura" E il giorno dopo urla alle telecamere che la sua casa è stata spazzata via dalla lava...
È una scelta... ed ahimè è anche una sfortuna
Nel senso che si ha la sfortuna di nascere in una zona ad elevato rischio, lì si creano gli affetti e l'amor di patria... Però cmq il rischio c'è sempre
E l'errore fatto a monte lo si protrae per anni ed anni fino alla prossima tragedia.. no?
Luix
3rd October 2009, 16:26
È proprio questo che io "critico"
Una persona che consapevolmente vive su una faglia o sotto una montagna che sta per franargli addosso ma ciononostante farebbe di tutto per rimanere lì poi non può rompere le palle più di tanto se la sua casa non c'è più dall'oggi al domani...
(...)
E l'errore fatto a monte lo si protrae per anni ed anni fino alla prossima tragedia.. no?
Tu non puoi criticare chi nasce e (secondo me giustamente) vuole continuare a vivere (sia perchè ci lavora che per motivi di famiglia o solo perchè vi è affezionato) in un posto dove per motivi vari ci sono rischi molto maggiori che in altre parti della penisola.
Se tutti ragionassero come te (e attuassero le tue idee) in Italia esisterebbero vere e proprie zone desertiche :sisi
Parliamoci chiaro... a L'aquila si ben sapeva che prima o poi un forte sisma (anche pari a quello del '700) si potesse verificare (era solo questione di tempo); tu avresti avuto il coraggio di dire ad una persona di tua conoscenza che viveva nel centro storico, di andar via da lì perchè in un futuro poteva rischiare seriamente? Io no... e non lo farei mai con nessuno.
Leopoldo
3rd October 2009, 16:47
Tu non puoi criticare chi nasce e (secondo me giustamente) vuole continuare a vivere (sia perchè ci lavora che per motivi di famiglia o solo perchè vi è affezionato) in un posto dove per motivi vari ci sono rischi molto maggiori che in altre parti della penisola.
Se tutti ragionassero come te (e attuassero le tue idee) in Italia esisterebbero vere e proprie zone desertiche :sisi
Parliamoci chiaro... a L'aquila si ben sapeva che prima o poi un forte sisma (anche pari a quello del '700) si potesse verificare (era solo questione di tempo); tu avresti avuto il coraggio di dire ad una persona di tua conoscenza che viveva nel centro storico, di andar via da lì perchè in un futuro poteva rischiare seriamente? Io no... e non lo farei mai con nessuno.
Io sto semplicemente dicendo che ci sono zone in cui NON si doveva costruire fin dall'inizio... Se poi ci scappa la tragedia mi dispiace tantissimo per per le persone coinvolte però mi viene anche da pensare "ecco, è successo, me l'aspettavo, prima o poi doveva succedere e riaccadrà sicuramente"
E cmq io non critico chi vuol vivere in quei posti, dico solo che se ci vogliono vivere devono adeguarsi, e questo vuol dire spendere soldi per costruire case decenti e per prendere tutte le precauzioni per evitare stragi di innocenti.. tutto qua.
Altrimenti ci ritroviamo a riappiccicare sempre i cocci rotti
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