ChietiMeteo
26th June 2010, 21:49
Le notizie e le foto raccolte in questa pagina testimoniano un evento di eccezionale portata. Si tratta probabilmente della grandinata più intensa ed abbondante abbattutasi sul territorio nazionale. Grazie alla collaborazione di Alessandro Ceppi, Carlo Farina, Willy De Taddeo, Giuseppe Frigerio e del Centro Meteo Lombardo (http://www.centrometeolombardo.com/) siamo riusciti a ricostruire nella cronaca e nella documentazione fotografica quanto di eccezionale si sia abbattuto quel 20 giugno 1996 sul territorio comasco. Di seguito riportiamo i commenti di Carlo Farina e Willy De Taddeo che hanno vissuto di persona l'eccezionalità meteorologica.
http://www.meteograndine.com/public/images/Foto%20quantit%C3%A0/20_06_1996%20Monteolimpino%20CO.bmp
http://www.meteograndine.com/public/images/Foto%20quantit%C3%A0/20_06_1996%20Monteolimpino%20CO%202.bmp
Quel pomeriggio faceva davvero caldo. Ma soprattutto era umido, molta afa. La temperatura nel primo pomeriggio si aggirava intorno ai 32°C, ma soprattutto la calma di vento favoriva un'umidità certamente intorno al 60%. Il primo temporale delle 15.30, infatti, fu visto come una manna dal cielo: una bella rinfrescata, un bel diluvio con annesso qualche chicco di grandine, un sollievo insomma. Mai tale considerazione fu così sbagliata. Passato questo primo temporale, ritornava il sole, ma l'acqua appena caduta evaporando, rese il caldo insopportabile con l'umidità intorno al 90%. La temperatura tornava a salire; il caldo e l'elevato tasso di umidità che stagnava su Erba, trasformarono il temporale in arrivo da ovest, in un'autentica supercella. Verso le 16.45, infatti, il cielo tornava nuovamente a coprirsi, la temperatura diminuiva, mentre l'umidità rendeva l'aria praticamente irrespirabile. Improvvisamente un vento impetuoso si alzò da ovest e subito apparve ciò che avrebbe di lì a poco portato la storica grandinata. Il cielo era tappezzato di nubi che inizialmente apparvero scurissime per divenire successivamente quasi verde petrolio. Si stava per scatenare la tempesta. Subito le prime forti piogge, sotto forma di rovesci, poi però la situazione precipitava: dalle 17 iniziarono a cadere chicchi grossi come noci; la precipitazione era dapprima mista a pioggia poi successivamente di sola grandine. Ciò che ha reso eccezionale questa grandinata infatti non è tanto la grandezza od il peso dei chicchi ( che comunque cadevano con violenza inaudita) quanto la durata dell'evento. Quasi un'ora di grandine secca, questo è il dato eccezionale. I chicchi avevano un diametro variabile ed intorno ai 5 cm, alcuni fino a 6-7 centimetri. Il cielo era bianco/verde, la grandine cadeva senza sosta, distruggendo raccolti, piante, automobili, tetti...ogni cosa. Traffico immediatamente in tilt con le strade trasformate in bianchi torrenti. Alle 18 finalmente la grandinata cessava. L'accumulo era mediamente di 50 cm, con punte di 60 cm. tra la statale 636 e la Via Cesare Battisti, mentre il punto critico dei 110 cm (dedotto in base alle foto e all'altezza del sottopassaggio) si è verificato sotto la statale 636. Il cielo quindi si rasserenava, ma faceva un gran freddo. Secondo le ricostruzioni, la temperatura durante la grandinata si è abbassata fino a 12-13°C; il freddo vero è venuto dopo, grazie al sereno e al ghiaccio che sublimava. Una specie di effetto albedo che certamente avrà portato la temperatura nella notte a scendere fino ai 7°C. Inoltre a un metro dal suolo si era sollevata una fitta coltre di nebbia (ecco il perché di tante foto con visibilità non ottima), che riusciva a diradarsi completamente la mattina successiva. I cumuli di grandine, creati dagli spazzaneve e dalle ruspe che hanno lavorato ininterrottamente per quasi tutta la notte, rimanevano ancora per tutto il giorno successivo.
Fonte:http://www.meteograndine.com (http://www.meteograndine.com)
http://www.meteograndine.com/public/images/Foto%20quantit%C3%A0/20_06_1996%20Monteolimpino%20CO.bmp
http://www.meteograndine.com/public/images/Foto%20quantit%C3%A0/20_06_1996%20Monteolimpino%20CO%202.bmp
Quel pomeriggio faceva davvero caldo. Ma soprattutto era umido, molta afa. La temperatura nel primo pomeriggio si aggirava intorno ai 32°C, ma soprattutto la calma di vento favoriva un'umidità certamente intorno al 60%. Il primo temporale delle 15.30, infatti, fu visto come una manna dal cielo: una bella rinfrescata, un bel diluvio con annesso qualche chicco di grandine, un sollievo insomma. Mai tale considerazione fu così sbagliata. Passato questo primo temporale, ritornava il sole, ma l'acqua appena caduta evaporando, rese il caldo insopportabile con l'umidità intorno al 90%. La temperatura tornava a salire; il caldo e l'elevato tasso di umidità che stagnava su Erba, trasformarono il temporale in arrivo da ovest, in un'autentica supercella. Verso le 16.45, infatti, il cielo tornava nuovamente a coprirsi, la temperatura diminuiva, mentre l'umidità rendeva l'aria praticamente irrespirabile. Improvvisamente un vento impetuoso si alzò da ovest e subito apparve ciò che avrebbe di lì a poco portato la storica grandinata. Il cielo era tappezzato di nubi che inizialmente apparvero scurissime per divenire successivamente quasi verde petrolio. Si stava per scatenare la tempesta. Subito le prime forti piogge, sotto forma di rovesci, poi però la situazione precipitava: dalle 17 iniziarono a cadere chicchi grossi come noci; la precipitazione era dapprima mista a pioggia poi successivamente di sola grandine. Ciò che ha reso eccezionale questa grandinata infatti non è tanto la grandezza od il peso dei chicchi ( che comunque cadevano con violenza inaudita) quanto la durata dell'evento. Quasi un'ora di grandine secca, questo è il dato eccezionale. I chicchi avevano un diametro variabile ed intorno ai 5 cm, alcuni fino a 6-7 centimetri. Il cielo era bianco/verde, la grandine cadeva senza sosta, distruggendo raccolti, piante, automobili, tetti...ogni cosa. Traffico immediatamente in tilt con le strade trasformate in bianchi torrenti. Alle 18 finalmente la grandinata cessava. L'accumulo era mediamente di 50 cm, con punte di 60 cm. tra la statale 636 e la Via Cesare Battisti, mentre il punto critico dei 110 cm (dedotto in base alle foto e all'altezza del sottopassaggio) si è verificato sotto la statale 636. Il cielo quindi si rasserenava, ma faceva un gran freddo. Secondo le ricostruzioni, la temperatura durante la grandinata si è abbassata fino a 12-13°C; il freddo vero è venuto dopo, grazie al sereno e al ghiaccio che sublimava. Una specie di effetto albedo che certamente avrà portato la temperatura nella notte a scendere fino ai 7°C. Inoltre a un metro dal suolo si era sollevata una fitta coltre di nebbia (ecco il perché di tante foto con visibilità non ottima), che riusciva a diradarsi completamente la mattina successiva. I cumuli di grandine, creati dagli spazzaneve e dalle ruspe che hanno lavorato ininterrottamente per quasi tutta la notte, rimanevano ancora per tutto il giorno successivo.
Fonte:http://www.meteograndine.com (http://www.meteograndine.com)